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Riscaldare le chiese, il comfort diventa invisibile

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Fedeli al freddo e bollette elevate? Il caso di Carrù offre ad architetti e parroci indicazioni concrete per progettare il riscaldamento delle chiese nelle zone occupate, integrando impianti, arredi e tutela dello spazio sacro.

Il progetto parte dai banchi e dalle persone

Una chiesa può avere migliaia di metri cubi da riscaldare ed essere utilizzata soltanto per poche ore: dimensionare l’impianto richiede quindi di conoscere anche luoghi e tempi della permanenza. Nell’intervista a CHIESA OGGI, Giorgio Scarpa, titolare di SYRMA Riscaldamento, illustra una soluzione basata su pedane termiche riscaldanti collocate nelle aree dei banchi. «In una chiesa non ha senso scaldare l’aria fino alla cupola, ha senso scaldare chi è seduto sui banchi», osserva. L’azienda riferisce oltre 150 installazioni in Italia e attività anche in Francia e Svizzera, specializzata nel riscaldamento di chiese ed edifici storici vincolati. Per il progettista, il punto di partenza è una mappa degli usi: assemblea, presbiterio, celebrazioni feriali e festive possono richiedere superfici riscaldate e modalità di gestione differenti.

A Carrù, sei pedane nello spazio barocco

Il caso presentato è quello della chiesa di Santa Maria Assunta a Carrù, attribuita nell’intervista all’architetto Francesco Gallo. Secondo Giorgio Scarpa, la sostituzione del vecchio impianto ad aria calda ha richiesto un confronto con la Soprintendenza sul disegno della pavimentazione marmorea, sulla compatibilità cromatica con i banchi e sull’assenza di tracce nelle murature portanti. La soluzione comprende sei pedane ad acqua, per 110 m² complessivi e quasi 30 kW di potenza termica massima dichiarata, inserite sotto le sedute esistenti. Scarpa riferisce cinque giorni lavorativi di cantiere, con conclusione a ridosso del Natale 2025. L’interesse architettonico dell’intervento risiede nell’integrazione fra geometria dell’impianto, disposizione degli arredi e leggibilità del pavimento storico.

Video Intervista a Giorgio Andrea Scarpa, titolare di SYRMA RISCALDAMENTO

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Dentro il cantiere: collegamenti, alluminio e finiture

Rimossi i banchi, la posa ha previsto uno strato isolante, gli elementi radianti in alluminio e il rivestimento finale. Nella configurazione descritta, il fluido termovettore circola direttamente all’interno delle doghe, favorendo lo scambio termico con la superficie. A Carrù è stato scelto un LVT effetto legno, rivestimento vinilico individuato per le esigenze di pulizia e per l’esposizione a calzature bagnate. Un dettaglio distingue però la pedana dall’impianto completo: per alimentare i collettori è stato necessario sollevare una fila di elementi del pavimento, numerarli e riposarli dopo il passaggio dei collegamenti. La rimovibilità del terminale va dunque valutata insieme alle opere di distribuzione. Lo spessore complessivo indicato, circa quattro centimetri, richiede inoltre attenzione ai raccordi con i percorsi e all’accessibilità.

Comfort e bollette: leggere correttamente i risultati

SYRMA RISCALDAMENTO indica temperature di mandata nell’ordine di 30–35 °C e, per Carrù, descrive un ambiente intorno ai 14 °C con pedane a circa 30 °C. Sono grandezze diverse: il comfort dipende anche dallo scambio radiante, dall’abbigliamento, dalle correnti d’aria e dalla durata della permanenza. Il riferimento dell’intervista è una funzione di circa 45 minuti, con fedeli in abbigliamento invernale. Sul piano economico, l’azienda riferisce il passaggio da 12–13 mila a circa 4 mila euro annui: una riduzione della spesa nell’ordine del 67–69%. È un risultato dichiarato per questo caso, da leggere insieme al periodo contabilizzato, alle tariffe e alle condizioni d’uso. Per confrontare soluzioni progettuali servono anche i consumi energetici e le ore di funzionamento: il solo importo della bolletta non misura l’efficienza dell’impianto.

Acqua o elettricità: scegliere in base all’utilizzo

SYRMA propone due sistemi di pedane termiche per il riscaldamento delle chiese: HYDRO (ad acqua) ed ELECTRO (elettriche con resistenze). Nell’intervista la prima soluzione viene associata alla possibilità di utilizzare caldaie, pompe di calore o teleriscaldamento; la seconda ad aree contenute e situazioni nelle quali realizzare una distribuzione idraulica sarebbe oneroso. La scelta richiede di confrontare investimento iniziale, frequenza delle celebrazioni, potenza disponibile e costi di esercizio. La riduzione a circa un quarto dell’assorbimento elettrico citata da Scarpa per la pompa di calore presuppone un’efficienza effettiva intorno a quattro: non è una proprietà della pedana e va verificata nelle condizioni operative. Per una chiesa utilizzata quotidianamente conta soprattutto la gestione stagionale; per una cappella aperta saltuariamente assumono maggiore peso semplicità d’installazione, regolazione e tempi di messa a regime.

Conservazione e consulenza, dal rilievo alla proposta

Il riscaldamento localizzato a bassa temperatura punta a contenere le variazioni del clima interno, ma la compatibilità con affreschi, tele e arredi lignei va valutata sul singolo edificio, considerando anche l’umidità relativa. Il confronto con i tecnici della conservazione e con la Soprintendenza accompagna quindi le scelte impiantistiche. Guardando al futuro, Scarpa annuncia lo sviluppo di una pedana con un obiettivo di risparmio energetico aggiuntivo del 15% e un costo iniziale più contenuto: una prestazione attesa, ancora da verificare. Vuoi valutare una soluzione per la tua chiesa? Contatta SYRMA per il riscaldamento della tua chiesa

Cosa preparare per la consulenza

SYRMA RISCALDAMENTO invita a fare delle fotografie, dare una planimetria anche schematica, ubicazione, e fare un testo di riflessione sulla frequenza d’uso e informazioni sull’impianto esistente: secondo quanto si può sentire nella video intervista, sono gli elementi per ricevere una prima proposta e un preventivo gratuiti e senza impegno, cui potrà seguire un sopralluogo con campionature. Syrma

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