Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “Facebook Pixel [noscript]” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Santo Sepolcro: quando archeologia e architettura costruiscono insieme il futuro

⏱ Tempo di lettura: 3 minuti

a cura di Edmondo Jonghi Lavarini

A Gerusalemme il restauro della Basilica procede insieme agli scavi archeologici. Un cantiere che mostra come la conoscenza del passato possa diventare parte integrante del progetto di conservazione e valorizzazione dell’architettura sacra.

Al Santo Sepolcro di Gerusalemme il cantiere non riguarda soltanto il restauro di uno dei luoghi più importanti della cristianità. È anche un grande laboratorio di conoscenza nel quale archeologia, architettura, restauro e ricerca scientifica lavorano sullo stesso edificio e sulla sua complessa stratificazione storica.

Come riferisce l’agenzia SIR, proseguono infatti parallelamente le indagini archeologiche e gli interventi di conservazione della Basilica. Gli studi, condotti con la collaborazione scientifica dell’Università Sapienza di Roma, stanno approfondendo la storia del sito dall’antica cava di pietra all’epoca del Secondo Tempio, fino alla costruzione e alle successive trasformazioni della basilica cristiana.

Presentati i lavori si scavo: https://www.toscanaoggi.it/santo-sepolcro-di-gerusalemme-presentati-i-risultati-degli-scavi-e-del-restauro/

Contemporaneamente avanza il cantiere architettonico: gran parte delle infrastrutture è stata completata e circa un terzo della nuova pavimentazione restaurata è già stato realizzato. Tra gli interventi è stato presentato anche il restauro del grande portone ligneo d’ingresso.

È proprio questa contemporaneità tra scavo e progetto, conoscenza e conservazione, materia antica e necessità presenti a rendere particolarmente significativa l’esperienza di Gerusalemme.

Il Santo Sepolcro ricorda infatti che un edificio sacro storico non può essere considerato semplicemente come un manufatto da restaurare. Ogni pavimento, muratura, fondazione o frammento può appartenere a una fase differente e raccontare qualcosa delle comunità che hanno costruito, trasformato, utilizzato e custodito quel luogo nei secoli.

Come ha sottolineato il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, questa esperienza dimostra che ricerca scientifica e conservazione possono procedere insieme, quando alla base vi sono dialogo, fiducia e responsabilità condivisa.

Per architetti, restauratori, archeologi e committenti ecclesiastici è un’indicazione importante: prima di trasformare occorre conoscere, ma conoscere non significa immobilizzare. L’archeologia può diventare parte del progetto contemporaneo, così come l’architettura può contribuire a rendere leggibile, accessibile e vivo ciò che l’archeologia restituisce.

È questa la sfida della valorizzazione: non limitarsi a conservare le tracce del passato, ma farle dialogare con l’uso, la liturgia, il pellegrinaggio e la vita delle comunità di oggi.

(Foto Archivio Università di Roma Sapienza)

Archeologia e architettura devono quindi tornare a dialogare sempre più profondamente. Non come discipline chiamate a intervenire una dopo l’altra, ma come parti di uno stesso processo progettuale. Conoscere ciò che è stato permette di progettare meglio ciò che sarà: guardare al futuro senza dimenticare il passato, trasformando la memoria in una risorsa viva per il progetto.

→ Leggi la notizia completa su AgenSIR:
https://www.agensir.it/quotidiano/2026/9/9/terra-santa-gerusalemme-al-santo-sepolcro-avanzano-restauro-e-scavi-archeologici-p-ielpo-ricerca-scientifica-e-conservazione-possono-procedere-insieme/

Fonte della notizia: AgenSIR, 9 settembre 2026.

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare i nostri servizi/prodotti in modo appropriato (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.