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Metamorfosi. Ovidio e le arti: alla Galleria Borghese un viaggio tra mito, arte e trasformazione

⏱ Tempo di lettura: 4 minuti

a cura di arch. Caterina Parrello,
direttore editoriale Chiesa Oggi

La mostra “Metamorfosi. Ovidio e le arti” alla Galleria Borghese di Roma (aperta fino al 20 settembre 2026) indaga l’influenza del capolavoro ovidiano sulla storia dell’arte. Il percorso curatoriale unisce oltre 80 opere tra Rinascimento e modernità, esplorando il mito come metafora della condizione umana e della continua trasformazione di corpo e materia.

Il progetto espositivo è nato dalla collaborazione internazionale con il Rijksmuseum di Amsterdam e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten.

La mostra, che riunisce oltre ottanta opere provenienti da importanti musei europei e americani, propone una riflessione ampia e articolata sul tema della metamorfosi per leggere il rapporto tra uomo, natura, divino e creazione artistica.

La Galleria è il luogo delle Metamorfosi : dalle piccole opere da collezione ai grandi dipinti rinascimentali e seicenteschi, ai gruppi berniniani, l’invenzione e le intenzioni di artisti e committenti dimostra la conoscenza e il continuo riferimento al poema ovidiano, illustrato, interpretato, compreso anche nel dinamismo dell’immaginazione che attiva nel lettore e nello spettatore’. Sono stati scelti, tra i tanti, alcuni miti già presenti nella Galleria, come quelli di Apollo e Dafne, o del ratto di Proserpina, Leda e il cigno, i miti di Pigmalione, Perseo e Medusa o ancora il potere dell’amore con Venere, Cupido e Narciso. L’idea di fondo è quella delle Metamorfosi come atto generativo, e non a caso si inizia dal caos dal primo libro mettendo insieme non solo pittura ma anche sculture e oggetti e persino volumi, dimostrando che il tema ha attraversato la vita quotidiana in Europa fino all’inizio del novecento, fino al contemporaneo”. (Francesca Cappelletti)

L’esposizione trova nella Galleria Borghese il suo contesto ideale. La villa voluta dal cardinale Scipione Borghese, infatti, nasce come un complesso nel quale architettura, decorazione e collezioni dialogano strettamente con l’universo simbolico delle Metamorfosi. Un legame ulteriormente rafforzato nel Settecento dagli interventi di Antonio Asprucci, che organizzò gli ambienti secondo un articolato programma iconografico ispirato proprio al poema ovidiano.

Il percorso si apre con la sezione Caos e Creazione, dedicata alla nascita del cosmo e al passaggio dalla materia informe all’ordine del mondo. Opere di Louis Finson, Hendrick Goltzius, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși restituiscono visivamente il principio generativo della metamorfosi, intesa come forza originaria capace di governare la natura e la vita.

La mostra prosegue esplorando la straordinaria fortuna del testo ovidiano attraverso manoscritti, traduzioni e reinterpretazioni figurative, mettendo in dialogo il raffinato Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo con il celebre gruppo scultoreo di Gian Lorenzo Bernini conservato nella Galleria.

Tra i nuclei più significativi spiccano le sezioni dedicate al Ratto di Proserpina, al mito di Aracne, agli amori di Giove con Leda e il cigno, fino alla riflessione sul rapporto tra arte e vita attraverso il mito di Pigmalione. Il percorso si conclude con le vicende di Perseo e Medusa e con una meditazione sul potere dell’amore, evocato nelle opere di Tiziano, Nicolas Poussin e negli splendidi arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco.

Attorno al gruppo del Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa la se­zione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone. Il racconto del rapimento di Pro­serpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere diventa occasione per riflettere sui temi della perdita, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioniOpere antiche, dipinti di Agostino Carracci e il commovente Orfeo ed Euridice di Rubens ampliano l’immaginario dell’oltretomba evocato dal poema.

Più che una semplice rassegna di capolavori, Metamorfosi. Ovidio e le arti si configura come un itinerario simbolico e sensoriale che attraversa i grandi temi dell’esistenza: il mutamento, l’identità, il desiderio, la perdita e la rinascita. In questo dialogo continuo tra mito, arte e spazio architettonico, la metamorfosi emerge come categoria estetica e ontologica capace ancora oggi di interrogare il nostro rapporto con il tempo, la materia e il mondo.

Prodotta in collaborazione con il Rijksmuseum, la mostra è accompagnata da un catalogo internazionale disponibile in italiano, inglese e olandese, con progetto grafico di Irma Boom e allestimento curato da Hubert Le Gall.

La Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno

CREDITS
Installation view, METAMORFOSI, Ovidio e le arti, Galleria Borghese, Roma. Ph. A. Novelli ©Galleria Borghese

Galleria Borghese, Roma
Metamorfosi. Ovidio e le arti
a cura di Francesca Cappelletti e Frits Scholten
23 giugno – 20 settembre 2026
in collaborazione con il Rijksmuseum di Amsterdam

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