Il Sacro Progettato: Architettura, Cultura e Territorio nel Cammino del Giubileo
Il 26 Maggio 2025, si è svolto il convegno tra architettura sacra, trasformazione urbana e identità culturale. Alla Casa dell’Architettura di Roma, esperti, istituzioni e progettisti si sono confrontati sulle opere del Giubileo 2025 e sul significato contemporaneo del costruire ecclesiale. Al centro, l’intervento di Don Luca Franceschini (CEI), che ha rilanciato il ruolo del patrimonio ecclesiastico come risorsa viva per il territorio, la comunità e il futuro della città.
Un Convegno Strategico per la Trasformazione Urbana e il Sacro
Il convegno “Opere del Giubileo e Architettura Sacra – I cantieri, le chiese contemporanee”, organizzato dall’Ordine degli Architetti di Roma con la rivista Chiesa Oggi, ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso verso il Giubileo 2025. Tenutosi alla Casa dell’Architettura, ha messo in relazione interventi infrastrutturali, restauri e progetti di architettura sacra contemporanea. La giornata si è articolata in due momenti: al mattino, il focus è stato sulle opere materiali, al pomeriggio sul significato culturale e spirituale della progettazione sacra. Il tutto in un dialogo fecondo tra memoria e innovazione, istituzioni pubbliche e comunità ecclesiali.

L’Intervento di Don Luca Franceschini: Continuità, Identità e Nuove Visioni
Uno dei momenti più significativi del convegno è stato l’intervento di Don Luca Franceschini, Direttore dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della CEI. Con grande consapevolezza storica e sensibilità istituzionale, ha ripercorso l’evoluzione del ruolo dell’ufficio, sottolineando: «In passato, i temi dei beni culturali e dell’edilizia di culto venivano trattati separatamente; oggi, invece, l’ufficio è stato unificato, ed esiste un’unica struttura». Questo passaggio, apparentemente tecnico, evidenzia un cambio di paradigma, dove la tutela e il progetto si fondono in una visione olistica della valorizzazione del sacro.
Franceschini ha anche ricordato l’importanza dei precedenti, evocando Monsignor Giuseppe Russo, suo predecessore al tempo del Giubileo del 2000: «Oggi sono qui io, al tempo di questo nuovo Giubileo 2025, un Giubileo particolare che ha visto la scomparsa del Pontefice. È un caso molto raro…». Un confronto che ha permesso di riflettere sulle trasformazioni in atto: «All’epoca si costruivano moltissime chiese; oggi si preferisce recuperare l’esistente», ha affermato, ribadendo il mutamento culturale e urbanistico che impone un approccio sostenibile e identitario, attento alla memoria ma capace di guardare con coraggio al futuro.

Un Nuovo Modello per la Progettazione Ecclesiastica
Nel pomeriggio del convegno, l’attenzione si è spostata sull’architettura sacra contemporanea, con un focus particolare sulle modalità con cui la progettazione ecclesiastica si sta evolvendo per rispondere ai bisogni pastorali, liturgici e sociali delle comunità. Don Luca Franceschini ha evidenziato come l’edilizia sacra non possa più essere intesa come semplice costruzione funzionale, ma debba divenire «segno visibile di una Chiesa che cammina con la gente e per la gente». La chiesa non è solo uno spazio liturgico, ma un luogo identitario, di incontro, di accoglienza.
Ha sottolineato l’importanza dei concorsi di progettazione come strumento per garantire la qualità architettonica, trasparenza e partecipazione: «Oggi ci troviamo in una fase in cui la costruzione di nuovi edifici è più rara; per questo è ancora più fondamentale che ogni intervento sia frutto di un processo culturale e progettuale di alto livello». L’approccio si è spostato dalla quantità alla qualità, con un’attenzione crescente al dialogo con il contesto urbano e paesaggistico, all’integrazione con il patrimonio esistente e alla capacità delle nuove architetture di evocare spiritualità senza rinunciare alla contemporaneità del linguaggio espressivo.
In questo scenario, l’architetto è chiamato non solo a costruire, ma a interpretare la comunità.

Il Sindaco Gualtieri e il Riconoscimento a Chiesa Oggi: Qualità e Visione per Roma
Tra i momenti più significativi del convegno, va ricordata l’intervento del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dalla rivista Chiesa Oggi e dalla sua direttrice, l’architetto Caterina Parrello, promotrice instancabile dell’iniziativa in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Roma. Il primo cittadino si è dichiarato piacevolmente colpito dalla qualità dell’evento e dalla mostra inaugurata, dedicata agli interventi giubilari e all’architettura sacra contemporanea: «Fa piacere che ci sia una mostra dedicata ad alcuni degli interventi giubilari più belli e rappresentativi». Gualtieri ha sottolineato come il Giubileo 2025 rappresenti un’occasione unica per trasformare la città puntando su qualità e vivibilità: «Abbiamo cercato di non preoccuparci solo della quantità delle opere, ma di portare qualità negli interventi urbanistici». Ha citato i 156 interventi già conclusi o in fase avanzata come dimostrazione di efficienza e ambizione. Infine, ha riconosciuto il valore culturale dell’iniziativa promossa da Chiesa Oggi come stimolo per andare oltre il Giubileo: «La riflessione successiva ci permetterà di alzare l’asticella anche dopo». Un tributo importante a chi, con passione e visione, ha saputo catalizzare attenzione e sinergie.

Il Giubileo come Motore Culturale e Urbanistico
Il Sindaco Roberto Gualtieri e il Ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno ribadito come il Giubileo non sia solo evento religioso, ma volano per la riqualificazione urbana. Il convegno ha mostrato come la Capitale stia cogliendo l’occasione per investire in infrastrutture, mobilità e rigenerazione di spazi pubblici. Roma è diventata protagonista di un rinnovamento urbano che va oltre l’emergenza e punta alla qualità progettuale. L’architetto Marco Maria Sambo ha evidenziato la necessità di rendere permanenti questi cambiamenti, stimolando una nuova stagione dell’architettura contemporanea romana.

Valorizzare il Patrimonio Ecclesiastico: Spina Dorsale del Futuro
L’elemento più forte emerso dal convegno è la centralità del patrimonio ecclesiastico come infrastruttura culturale, identitaria e sociale. Don Luca Franceschini ha fatto appello alla corresponsabilità tra professionisti, istituzioni e Chiesa per costruire un futuro condiviso, ribadendo che «la valorizzazione non è mai un atto isolato, ma un processo collettivo che parte dalla consapevolezza del valore storico e simbolico dei luoghi sacri». In un’epoca segnata da profondi mutamenti sociali, climatici e urbani, recuperare, rifunzionalizzare e reinterpretare questi beni significa gettare le basi per una rigenerazione duratura e radicata.
La chiesa come presidio territoriale diventa una risorsa strategica per le comunità, anche in contesti marginali, offrendo spazi per la preghiera, l’incontro, la cultura. Franceschini ha sottolineato che «ogni restauro, ogni riqualificazione, è un’opera che mette in relazione passato e futuro, fede e tecnica, memoria e innovazione». Gli architetti sono dunque chiamati a un ruolo di “traduttori” contemporanei dell’identità ecclesiale, capaci di trasformare luoghi sacri in poli attrattivi e dinamici. In questo senso, la valorizzazione del patrimonio ecclesiastico diventa la spina dorsale per una progettazione territoriale integrata, uno strumento per abitare i cambiamenti, con intelligenza e visione.
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