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Francesco Murano – Luce e spiritualità: l’arte di illuminare l’arte nelle chiese 

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Intervista di Caterina Parrello, direttore Editoriale CHIESA OGGI 

Chiesa di San Luca Genova Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto natività o adorazione dei pastori lighting for art di Francesco Murano.

Architetto Francesco Murano, il suo studio ha recentemente curato l’illuminazione di importanti mostre come Il Cammino della Speranza a San Marcello al Corso e Chagall a Roma a Palazzo Cipolla. Entrambe curate da don Alessio Geretti. Che cosa rappresenta per lei lavorare in questi luoghi? 

Lavorare in una chiesa rappresenta un’esperienza profondamente diversa da quella vissuta nei musei o negli spazi espositivi. La chiesa non è solo contenitore, è parte dell’opera stessa. Ogni scelta luministica deve rispettarne l’essenza, senza mai sovrastarla. Il lavoro del mio studio e in particolare di Domenico Arnaldi mi sembra esemplificativo. 

Lei ha illuminato più di 200 grandi mostre, in che modo lavorare nelle chiese cambia l’approccio all’illuminazione rispetto a un museo? 

Tutto ruota attorno alla contestualizzazione. In alcuni casi, come per l’opera di Chagall, si può decidere di creare un ambiente volutamente atono per farla emergere per contrasto. In altri, come nella recente mostra Caravaggio 2025 si cerca un’allusione che evochi un’ambientazione originaria. Ma nelle chiese spesso la contestualizzazione è assoluta: le opere sono integrate nel luogo che le ospita, ed è quindi fondamentale coinvolgere lo spazio intero con uno studio filologico e scenografico della luce. 

Quali competenze richiede questo tipo di intervento? 

Serve un grande rispetto, una profonda sensibilità e un’attenzione tecnica impeccabile. Ma soprattutto, esperienza. Quella maturata sul campo, insieme a collaboratori fidati e service luci che condividono il nostro approccio. Solo così possiamo valorizzare l’opera e il contesto sacro che la custodisce. 

Mostra il cammino della speranza Roma San Marcello al Corso.

A proposito del contesto, tra le sue opere c’è stato anche la valorizzazione dell’Adorazione dei Pastori del Grechetto, nella Chiesa di San Luca a Genova. 

Sì, è un’opera che vive da secoli in uno spazio che ne ha plasmato la percezione. Il nostro intervento ha voluto sì che la luce non la illuminasse semplicemente, ma ne rivelasse anche il carattere scenografico. 

Un’ultima domanda: oggi, in occasione del Giubileo 2025, lei è protagonista di un percorso culturale molto intenso. Come vive questa responsabilità? 

Con gratitudine. La luce può ispirare speranza, raccoglimento e bellezza. È un privilegio contribuire a questi momenti di spiritualità condivisa. 


Arch. Francesco Murano, si è laureato con una tesi in Composizione Architettonica, ha quindi conseguito il diploma di Master in disegno industriale presso la Domus Academy di Milano ed il titolo di Dottore di ricerca in Disegno Industriale presso il Politecnico di Milano, con una tesi dal titolo “Le figure della Luce”. 

Si è dedicato ad attività didattiche, scientifiche, di ricerca e di progettazione per industrie italiane e straniere e per enti ed istituti di cultura nazionali ed internazionali dedicandosi in particolare al lighting design e alla progettazione di apparecchi di illuminazione. 

Ha progettato e realizzato l’illuminazione di oltre 200 Grandi Mostre. da “Leonardo a Chagall”, da Raffaello a Klimt, presso Musei, Galleria, Palazzi Storici e Chiesa in Italia e all’Estero. 

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