La transizione energetica entra concretamente nel patrimonio ecclesiale. La Diocesi di San Marco Argentano-Scalea ha sottoscritto un accordo operativo con Federesco ETS per avviare un articolato programma di efficientamento energetico degli edifici diocesani, con l’obiettivo di ridurre i consumi, valorizzare le risorse del territorio e destinare i risparmi economici alle attività caritative.
L’iniziativa rappresenta un caso innovativo nel panorama ecclesiale italiano: si tratta infatti del primo accordo di questo tipo stipulato da una diocesi con un’associazione specializzata nella promozione dell’efficienza energetica, ispirato ai principi dell’enciclica Laudato Si’ e orientato a coniugare sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e buona gestione del patrimonio immobiliare.
Un patrimonio diffuso da rendere più sostenibile
La Diocesi di San Marco Argentano-Scalea comprende circa 250 edifici distribuiti in 65 parrocchie, organizzate nelle tre vicarie di San Marco Argentano, Scalea e Belvedere Marittimo. Un patrimonio ampio e diversificato che richiede oggi strategie di gestione sempre più attente sia ai costi di esercizio sia alla riduzione dell’impatto ambientale.
L’accordo prevede un percorso di riqualificazione energetica degli immobili ecclesiastici attraverso interventi mirati di efficientamento, con l’obiettivo di diminuire i consumi energetici e liberare risorse economiche da destinare alle opere pastorali e di carità.
Accanto agli interventi sugli edifici, il progetto guarda anche alla valorizzazione delle risorse agricole e boschive presenti nel territorio diocesano mediante la produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare attraverso impianti agrivoltaici e agrisolari. È inoltre prevista la promozione di cooperative dedicate, capaci di generare nuove opportunità occupazionali, soprattutto per i giovani.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili come modello di partecipazione
Uno degli elementi più significativi dell’accordo riguarda la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), destinate a coinvolgere non soltanto le parrocchie, ma anche famiglie, imprese ed enti pubblici in un percorso condiviso di produzione e consumo dell’energia.
L’obiettivo è quello di trasformare la transizione energetica in un processo comunitario, capace di rafforzare il legame tra territorio, parrocchie e cittadini, contribuendo anche al contrasto della povertà energetica.
Come ha sottolineato il vescovo mons. Stefano Rega, la diocesi intende essere “esemplare” nell’applicazione dei principi indicati dalla Laudato Si’, affinché gli edifici ecclesiastici diventino testimonianza concreta di una gestione responsabile delle risorse. Il risparmio energetico, ha evidenziato il presule, potrà tradursi in maggiori risorse per le attività caritative e, dove possibile, sostenere le famiglie più fragili attraverso le Comunità Energetiche.
Il primo intervento a Belvedere Marittimo
Contestualmente alla firma dell’accordo è stato sottoscritto anche il contratto relativo al primo intervento operativo, che interesserà la Parrocchia di Maria SS.ma del Rosario di Pompei a Belvedere Marittimo.
L’opera sarà realizzata da Lanzino Costruzioni, ESCo associata a Federesco ETS, e prevede l’installazione di un impianto fotovoltaico da 45 kW, accompagnato dalla costituzione di una specifica Comunità Energetica Rinnovabile.
Un modello replicabile per il patrimonio ecclesiale
Fondata nel 2006, Federesco ETS promuove la cultura dell’efficienza energetica e supporta enti pubblici e privati nella realizzazione di interventi sostenibili attraverso il coinvolgimento delle Energy Service Company (ESCo) e degli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE).
Secondo il presidente Claudio Ferrari, l’accordo consentirà di mettere a disposizione della diocesi vent’anni di esperienza nella selezione delle migliori competenze progettuali e realizzative, con l’ambizione di creare un modello replicabile anche in altri contesti ecclesiastici.
L’iniziativa della Diocesi di San Marco Argentano-Scalea evidenzia come la gestione del patrimonio ecclesiale possa diventare occasione per coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, responsabilità economica e attenzione alle esigenze delle comunità locali. Un percorso che interpreta concretamente l’invito della Laudato Si’ a una conversione ecologica capace di incidere anche sulle modalità di amministrazione e valorizzazione degli edifici della Chiesa.

