Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “Facebook Pixel [noscript]” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

ECODRY e nuovi CAM

⏱ Tempo di lettura: 8 minuti

Nuovi CAM: Progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti

Con i nuovi CAM edilizia 2025, il risanamento dell’umidità diventa un requisito progettuale fondamentale. ECODRY risponde già oggi alle nuove prescrizioni normative con una tecnologia non invasiva, sostenibile e migliorativa. Scopri come progettare interventi conformi, durevoli ed efficienti, tutelando il patrimonio edilizio e semplificando il lavoro dei professionisti.


Nuovi CAM edilizia 2025: ECODRY già conforme e migliorativa

Con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale 24 novembre 2025, il quadro dei Criteri Ambientali Minimi (CAM)1 per l’edilizia cambia profondamente, introducendo nuovi obblighi progettuali legati alla durabilità e alla sostenibilità degli interventi pubblici. Tra le principali novità emerge l’attenzione al risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti, che diventa parte integrante del processo progettuale. In questo contesto, tecnologie innovative come ECODRY assumono un ruolo strategico, offrendo soluzioni non invasive e pienamente coerenti con gli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP2), contribuendo concretamente alla qualità e alla longevità del costruito.

Il nuovo quadro normativo: i CAM edilizia 2025

Il Decreto Ministeriale 24 novembre 20253 ridefinisce i criteri ambientali minimi per gli appalti pubblici, introducendo un approccio integrato alla sostenibilità edilizia. L’obiettivo è garantire edifici più durevoli, efficienti e salubri, attraverso obblighi progettuali che incidono direttamente sulle scelte tecniche e sui processi di intervento.

Il Decreto Ministeriale 24 novembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e in vigore dal 2 febbraio 2026, aggiorna in modo significativo i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per il settore edilizio, nell’ambito del Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PANGPP). Questo documento rappresenta uno strumento obbligatorio per tutte le stazioni appaltanti e definisce requisiti ambientali, tecnici e prestazionali per la progettazione, costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici.

Il nuovo impianto normativo rafforza il concetto di sostenibilità attraverso un approccio basato sul ciclo di vita dell’opera (LCA4 e LCC5)6, introducendo criteri più stringenti su durabilità, qualità ambientale interna e riduzione degli impatti. Tra le novità più rilevanti vi è l’estensione dell’obbligatorietà dei CAM a tutte le fasi dell’intervento edilizio e l’integrazione con i principi europei di economia circolare.

Elemento centrale è il superamento della logica puramente prestazionale dei materiali per abbracciare una visione sistemica dell’edificio. In questo contesto, non è più sufficiente realizzare interventi puntuali: è necessario garantire la permanenza delle prestazioni nel tempo, affrontando le cause del degrado e non solo i suoi effetti.


Con i nuovi CAM edilizia 2025, il risanamento dell’umidità diventa un requisito progettuale fondamentale. ECODRY risponde già oggi alle nuove prescrizioni normative con una tecnologia non invasiva, sostenibile e migliorativa. Scopri come progettare interventi conformi, durevoli ed efficienti, tutelando il patrimonio edilizio e semplificando il lavoro dei professionisti.


ECODRY: tecnologia non invasiva per il risanamento

ECODRY rappresenta una tecnologia avanzata per il risanamento dell’umidità di risalita capillare, capace di intervenire senza opere invasive. Il sistema agisce sulle cause chimico-fisiche del fenomeno, migliorando le condizioni igrometriche delle murature e contribuendo alla conservazione e alla durabilità degli edifici nel tempo.

Il sistema ECODRY DIM® a 4Frequenze è una tecnologia di deumidificazione muraria non invasiva che opera attraverso impulsi elettromagnetici a bassissima frequenza ed intensità, intervenendo sulla struttura geometrica delle molecole dell’acqua e sulle 3 forze di risalita (Capillare, Osmotica, Elettrica). A differenza delle soluzioni tradizionali, ECODRY non richiede demolizioni, iniezioni chimiche o inserimento di barriere fisiche. Il sistema blocca l’apporto di nuova umidità, riduce la migrazione dei sali e ristabilisce condizioni igrometriche fisiologiche nelle murature. Questo consente di preservare materiali storici e finiture, evitando interventi invasivi e ripetitivi. Dal punto di vista ambientale, la tecnologia presenta caratteristiche particolarmente rilevanti: consumo energetico minimo, assenza di emissioni, nessuna produzione di rifiuti e totale reversibilità. Tali aspetti la rendono perfettamente coerente con i principi di sostenibilità e circolarità richiesti dai CAM. ECODRY non è un materiale da costruzione, ma una soluzione tecnologica che contribuisce al miglioramento delle prestazioni dell’edificio, intervenendo direttamente sulla causa primaria del degrado: l’umidità di risalita.

Le certificazioni ECODRY
Da oltre 40 anni ECODRY rappresenta una soluzione innovativa e certificata contro l’umidità di risalita. Le numerose certificazioni italiane e internazionali, tra cui Certificazione Tedesca, EURAFEM, ARPA Milano e verifiche di Poste e Telecomunicazioni, confermano l’efficacia, la qualità e la non nocività del sistema Ecodry DIM®. Tecnologia non invasiva, reversibile e a zero emissioni, pienamente in linea con i CAM Edilizia 2026 e con i nuovi criteri per il risanamento sostenibile degli edifici esistenti. Un metodo capace di bloccare il degrado alla fonte, migliorare la durabilità delle murature e ridurre gli interventi manutentivi. Scopri tutte le certificazioni su www.ecodryitalia.com/Certificazioni

La relazione di compatibilità ECODRY e il criterio 2.3.13

Il punto 2.3.13 dei CAM introduce per la prima volta l’obbligo di considerare il risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti. La relazione di compatibilità ECODRY dimostra come la tecnologia risponda pienamente a questo requisito, contribuendo agli obiettivi ambientali e prestazionali richiesti.All’interno del documento CAM, il criterio 2.3.13 rappresenta una svolta decisiva, introducendo la “progettazione degli interventi di risanamento del degrado da umidità negli edifici esistenti”.

Questo criterio impone ai progettisti di affrontare il problema dell’umidità non più come aspetto secondario, ma come elemento centrale per garantire la durabilità dell’opera. In tale contesto, ECODRY si inserisce in modo naturale e coerente.La Relazione di Compatibilità CAM – Sistema ECODRY dimostra che la tecnologia, pur non essendo soggetta a certificazione come prodotto da costruzione, contribuisce pienamente agli obiettivi dei CAM: durabilità, riduzione degli impatti ambientali, miglioramento della qualità interna e conservazione del patrimonio edilizio.

Il documento evidenzia come ECODRY soddisfi i requisiti del criterio 2.3.13 agendo sulla causa del degrado e prevenendo il deterioramento futuro. Inoltre, consente ai progettisti di integrare facilmente la soluzione nei propri elaborati, offrendo un supporto tecnico già strutturato e conforme alle richieste normative.In questo senso, ECODRY non solo è compatibile, ma rappresenta una soluzione migliorativa ai fini CAM.

Perché il professionista deve contattare ECODRY

Architetti, progettisti e restauratori oggi sono chiamati a rispondere a requisiti normativi sempre più complessi. ECODRY offre un supporto tecnico immediato, senza impegno, mettendo a disposizione competenze, documentazione CAM-ready e soluzioni efficaci per affrontare il problema dell’umidità di risalita in modo conforme e sostenibile.Nel nuovo scenario normativo, il professionista si trova di fronte a una responsabilità maggiore: garantire non solo la qualità progettuale, ma anche la conformità ai CAM e la durabilità dell’intervento. In particolare, il tema dell’umidità di risalita diventa un nodo critico nei progetti di restauro e riqualificazione.ECODRY offre un supporto concreto e immediato, mettendo a disposizione una documentazione tecnica completa e già conforme ai CAM, utile per la redazione delle relazioni progettuali e per la partecipazione a gare pubbliche. Questo consente al progettista di risparmiare tempo e di avere certezza normativa.

Contatta senza impegno

La possibilità di contattare ECODRY senza impegno rappresenta un’opportunità strategica: ogni caso può essere analizzato in modo specifico, individuando la soluzione più efficace e coerente con il progetto.Per architetti, ingegneri e restauratori, significa avere al proprio fianco un partner tecnico aggiornato, capace di integrare innovazione, sostenibilità e rispetto del patrimonio edilizio.

Nel momento in cui emerge una problematica legata all’umidità, la scelta più efficace è semplice: affidarsi a chi ha già la soluzione pronta e conforme.



  1. I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono requisiti tecnici e ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente (MASE) per le varie fasi del processo di acquisto pubblico, volti a individuare la soluzione migliore sotto il profilo ambientale lungo l’intero ciclo di vita. Essi sono obbligatori negli appalti pubblici per promuovere l’edilizia sostenibile, l’efficienza energetica e l’economia circolare ↩︎
  2. Il Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), aggiornato con DM n. 259 del 3 agosto 2023, è il documento strategico italiano che integra criteri ambientali e sociali negli appalti pubblici. Mira a ridurre l’impatto ecologico (emissioni, rifiuti, risorse) attraverso l’adozione obbligatoria dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). ↩︎
  3. Il DM 24 novembre 2025 (pubblicato in G.U. n. 281 del 3/12/2025) adotta i nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) Edilizia, vigenti dal 2 febbraio 2026, che sostituiscono il DM 256/2022. Il decreto adegua le norme per l’affidamento di progettazione e lavori al nuovo Codice Appalti (D.Lgs. 36/2023), puntando su sostenibilità strutturale, tecnologie pulite e circolarità. ↩︎
  4. LCA (Life Cycle Assessment – Analisi del Ciclo di Vita): Metodo normato (ISO 14040/14044) per calcolare l’impronta ambientale (emissioni, risorse, energia) lungo tutte le fasi, aiutando a ridurre gli impatti. ↩︎
  5. LCC (Life Cycle Costing – Costo del Ciclo di Vita): Metodologia, spesso usata negli appalti pubblici (D.lgs. 36/2023), per calcolare il costo totale dell’opera, inclusi acquisto, gestione, manutenzione e smaltimento. ↩︎
  6. La valutazione del ciclo di vita dell’opera è un approccio metodologico che analizza un prodotto, servizio o costruzione dalla culla alla tomba (“from cradle to grave”). Si divide principalmente in LCA (impatto ambientale) e LCC (costi economici), considerando estrazione, produzione, uso e dismissione. ↩︎


Informazione Tecnica Commerciale — ChiesaOggi.com — 2026 ©


Condividi

Lascia un commento

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare rapporti sull’utilizzo della navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare i nostri servizi/prodotti in modo appropriato (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.

Alcuni contenuti o funzionalità qui potrebbero non essere disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza cookie che hai scelto di disabilitare. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, ti preghiamo di abilitare i cookie: clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.