La diagnostica in fune è il servizio dedicato al supporto dei professionisti per un’ottimale progettazione degli interventi di restauro.
Formento restauri (sito internet) è nata nel 1959 come impresa orientata al consolidamento e alla conservazione degli edifici storici. Dal 2014 offre il servizio specialistico Restauro In Quota®.
Restauro In Quota® è il servizio nato per gli interventi senza ponteggi in luoghi di difficile accesso e particolarmente vulnerabili, attraverso tecniche alpinistiche di lavoro su corde.
Una delle applicazioni di Restauro In Quota® è la diagnostica. La diagnostica in fune, rispetto ad altri metodi, ha il vantaggio di offrire indagini conoscitive non invasive e molto precise sullo stato di conservazione dei manufatti.

Il metodo
L’uso delle corde consente l’accesso a punti altrimenti difficili o impossibili da raggiungere. Quindi la mappatura dei processi di degrado e delle condizioni strutturali è precisa e scrupolosa. Questo nel pieno rispetto dell’integrità sia strutturale sia visiva dei monumenti.
L’intervento ravvicinato di tecnici specializzati produce una diagnosi più attenta e sensibile ai dettagli e alle modificazioni strutturali e materiche.
Il risultato dell’analisi e della sistematizzazione dei dati raccolti è una minuziosa documentazione di supporto al progetto che consente interventi più mirati.

Restauro In Quota® può offrire una diagnostica a impatto bassissimo sul manufatto e sull’ambiente, grazie a una razionale organizzazione di cantiere e di posizionamento degli ancoraggi.
La progettazione e la sistemazione degli ancoraggi a cui saranno sospesi gli operatori specializzati è una procedura che richiede professionalità e capacità di adattarsi via via a diversi contesti. Ogni monumento ha infatti le sue peculiarità di cui tenere conto per non violare la struttura e al contempo garantire la sicurezza.
Cattedrale di Ferrara
Nell’intervento sulla Cattedrale di Ferrara, per esempio, lo studio di progettazione ha voluto la diagnostica in fune in aggiunta alle immagini rilevate con i droni e ai rilievi da terra.
L’intenzione è stata quella di utilizzare le indagini diagnostiche più avanzate per comprendere al meglio lo stato conservativo del manufatto e intervenire nel modo più rispettoso.

Campanile di Burano
Anche nel caso del campanile di Burano la necessità progettuale è stata di ottenere un preciso quadro fessurativo e la mappatura e la valutazione della qualità degli elementi metallici inseriti nei precedenti interventi. Sono state verificate anche la cuspide e la cella campanaria dall’interno.
Le linee vita a cui assicurare le funi sono state posizionate sfruttando fori esistenti evitando così interventi invasivi sul paramento murario.

Saremo presenti al Salone del Restauro a Ferrara
dal 12 al 14 maggio 2026

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a cura di Caterina Lazzari

