S.Ecc. Mons. Marco Tasca Arcivescovo di Genova

Genova ha dato il benvenuto e accolto il convegno nazionale “Organi a canne e acustica nelle chiese” organizzato dall’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, insieme all’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi: tre giorni ospitati nella sala delle Grida all’interno della Borsa di Genova, per parlare dei tanti aspetti legati al restauro degli strumenti storici a canne e delle problematiche relative all’acustica nelle chiese.
Il patrimonio organistico della nostra città è particolarmente ricco e ha antiche origini risalenti al XV secolo, secolo che documenta la costruzione dell’organo presso la Cattedrale di San Lorenzo. Le raffinate case organarie che compongono e caratterizzano il panorama artistico musicale della Liguria e di Genova in particolare, si sono impegnate nella costruzione di strumenti unici, che nel tempo sono stati manutenuti, ampliati e modificati, operazioni essenziali per la possibilità di legare la vita dello strumento stesso alle necessità liturgiche e musicali.

I giorni di Genova hanno visto i tanti partecipanti percorrere una “passeggiata acustica”, che ha toccato tre importanti chiese del centro storico: la Basilica di Santa Maria Assunta di Carignano, capolavoro architettonico del XVI secolo progettato da Gian Galeazzo Alessi, con l’organo del gesuita William Hermans, nel tempo rivisto e adattato da C.G. Bianchi e dai Fratelli Lingiardi, restaurato recentemente dalla ditta Marin; hanno proseguito per la Chiesa di Santa Maria di Castello, nelle cui mura medievali sono risuonate le note di un organo Mascioni; attraverso i vicoli, si è poi giunti alla basilica di Santa Maria delle Vigne, con un organo Tamburini restaurato dalla ditta Marin, caratterizzato dalla presenza di canne anche nell’anello della cupola.
Altro momento suggestivo si è svolto presso la Basilica dell’Immacolata, che ha accolto molti spettatori per ascoltare un concerto sull’organo creato da William Trice nel 1890, rivisto da Balbiani e restaurato dalla ditta Dall’Orto Lanzini. La sera del 9 giugno, l’organista titolare di Notre Dames, Vincent Dubois, ha eseguito diversi brani per mettere in risalto le capacità sonore di un organo unico nel suo genere. Il concerto si inseriva nel festival organistico organizzato dalla Conferenza Episcopale Ligure Laudate Dominum in Chordis et Organo.



Note di speranza nel Giubileo, che ha riunito le sette diocesi liguri in sette concerti, uno in ogni diocesi della regione Ecclesiastica ligure, eseguiti su strumenti il cui restauro è stato finanziato con la firma all’8X1000 alla Chiesa Cattolica. Senza questo importante contributo, i parroci non riuscirebbero a procedere in autonomia con questi restauri così impegnativi, per i quali è richiesta una particolare competenza e sensibilità.
Le lezioni frontali hanno fornito un quadro interessante sui diversi aspetti legati all’acustica nelle chiese: è stato tracciato un panorama europeo su edifici contemporanei che hanno affrontato il problema dell’acustica e della costruzione di un organo all’interno dell’edificio, ma hanno anche illustrato la morfologia dello strumento, il suo utilizzo e i diversi cambiamenti strutturali che ha accolto nel tempo.
Giornate quindi intense accompagnate dallo studio degli strumenti e delle chiese che li conservano: l’organo si è ancora una volta dimostrato il re degli strumenti musicali, il migliore per potere accompagnare la sacra liturgia, come abbiamo potuto condividere durante la Santa Messa concelebrata in Cattedrale, un momento suggestivo di fraternità e amicizia.

